Alcuni studi recenti hanno correlato ai macrolidi, e in particolare ad azitromicina, una serie di vantaggi del tutto inattesi, sulla base delle conoscenze acquisite fino a qualche tempo fa. - Un primo aspetto è legato all’interazione dei macrolidi con possibili bersagli molecolari intracellulari a cui consegue una modulazione di alcune funzioni, responsabili in ultima analisi degli effetti antinfiammatori. Gli effetti antinfiammatori dei macrolidi, d’altra parte, si svolgono nell’ambito di numerose cellule “rilevanti” attraverso l’inibizione della produzione di citochine quali TNF-alfa, IL-1, IL-6, IL-8 e altre. Osservazioni, queste, ancora controverse ma in ogni caso non smentite da argomentazioni sufficientemente valide. - Una seconda ipotesi utile a spiegare l’effetto antinfiammatorio dei macrolidi fa riferimento a un particolare fenomeno, il cosiddetto “quorum sensing”, cioè la capacità dei microrganismi i percepire la densità della popolazione batterica e regolare di conseguenza l’attivazione genica, mediata da un autoinduttore la cui concentrazione è proporzionale alla densità stessa. - La presente iniziativa si propone di commentare gli aspetti che hanno caratterizzato le linee di ricerca più recenti su azitromicina. Target Il volume, mettendo a fuoco gli sviluppi della ricerca farmacologica e clinica su alcuni benefici derivanti dalla antibioticoterapia con macrolidi, offre ai Medici di Medicina Generale una significativa opportunità di aggiornamento su evidenze scientifiche, peraltro ancora controverse, ma di grande interesse per le prospettive dell’impiego clinico di azitromicina |