L’Artrite Reumatoide (AR) ha un significativo impatto sulla vita dei malati che ne sono colpiti: entro venti anni dall’esordio, circa il 90% dei soggetti presenta qualche grado di disabilità. Maggiore è la disabilità, maggiori sono i costi diretti e indiretti che il paziente e la società e devono sopportare. L’aggravarsi dell’affezione non solo compromette la qualità della vita, ma diminuisce l’aspettativa di vita stessa del paziente (in media di 4 anni negli uomini e di 10 nelle donne), con prognosi peggiore nei soggetti colpiti da malattia grave o con sintomi extra articolari. La disabilità è anche il fattore che maggiormente influenza i costi individuali e socio-sanitari della malattia, sia diretti (spese mediche per le cure) che indiretti, legati a perdita di lavoro/produttività del malato e di chi lo assiste. Il controllo della malattia, quindi, rappresenta un obiettivo primario nella gestione del Paziente con AR, per ridurre la morbilità e la mortalità a lungo termine, preservare per quanto possibile uno stile di vita normale e contenere anche gli oneri socio-economici della malattia. |