L’obesità rappresenta un rischio per la salute ed interessa, anche se in modo non esclusivo, le cosiddette “società del benessere". L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l’obesità nell’ambito delle malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche; dal punto di vista clinico, tuttavia, l’obesità è causa diretta o fattore aggravante di numerose patologie organiche concomitanti. Dallo stretto legame con la sindrome metabolica e il possibile sviluppo di diabete tipo 2, all’aumentato rischio per le patologie cerebro e cardiovascolari, alla sindrome delle apnee ostruttive del sonno, fino ai problemi di sovraccarico delle articolazioni, l’obesità ha un impatto rilevante sulla qualità della vita del soggetto obeso. L’obesità è causata da un bilancio energetico cronicamente positivo e vede coinvolti fattori genetici, ambientali e, in alcuni casi, malattie endocrine, psichiatriche, farmaci. L’obesità viene oggi affrontata attraverso un approccio multidisciplinare che prevede la collaborazione tra specialisti appartenenti a diverse aree della medicina, per la pianificazione di interventi appropriati in termini diagnostici, terapeutici e preventivi. Nei soggetti in sovrappeso viene riservata la massima attenzione alla distribuzione viscerale del tessuto adiposo, importante fattore di rischio per le malattie metaboliche come il diabete, e per quelle cardiovascolari. Dieta ipocalorica e attività fisica sono il primo presidio terapeutico da attuare, ma per i soggetti più gravi e con comorbidità si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche. Scopo dell’iniziativa editoriale “Argomenti in tema di sovrappeso corporeo e obesità” è di raccogliere in sei monografie le conoscenze cliniche e scientifiche emergenti nel settore. |