La Malattia La terapia inalatoria ha origini molto antiche ed è largamente utilizzata in tutto il mondo: l’apparato respiratorio, infatti, per il suo profilo anatomico e clinico è il distretto che meglio si giova della terapia locale. Nel 2000, la Food and Drug Admnistration americana pur nominando tale metodica di prima scelta nel trattamento delle patologie respiratorie inferiori (asma bronchiale, B.P.C.O., bronchiolite, fibrosi cistica, pseudo-croup) ha trascurato le patologie superiori, a nostro avviso erroneamente, non considerando tutta la letteratura scientifica che ne dimostra l’efficacia. Difatti, la terapia inalatoria delle vie aeree superiori è uno di quei capitoli che non ha ancora avuto una sua reale dignità di sviluppo. Partendo dalla constatazione del diffuso empirismo che spesso accompagna tale metodica, abbiamo cercato di chiarirne alcuni punti essenziali: tra questi, senza ombra di dubbio, il principale è la tecnica inalatoria utilizzata. Necessariamente endonasale, deve garantire la completa e perfetta medicazione dei due siti anatomo-funzionali COM (complesso osteo-meatale) e RF (rinofaringe): l’ampolla nasale Rinowash è l’unico terminale studiato per tale scopo. Soprattutto in ambito pediatrico e geriatrico, per la non invasività e per la relativa facilità d’uso, il trattamento per via inalatoria delle patologie respiratorie alte costituisce la vera e propria novità terapeutica del nuovo millennio. Senza considerare il ruolo di grande importanza che le vie aeree superiori rivestono nella fisiopatologia dell’intero apparato respiratorio, come dimostrato da recenti studi di citoistochimica e di biologia molecolare.
Anatomia e fisiologia delle V.A.S.
Semeiotica clinica e strumentale delle V.A.S.
Tecniche inalatorie e protocolli terapeutici delle V.A.S. Guida all’uso del Rinowash
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